Venerdì, Giugno 20, 2008

"preparano la merce dalle sembianze umane"

créami

uh oh. come diceva quel tale: è un oggetto che riproduce un essere umano con le giuste proporzioni.
Quali siano le "giuste proporzioni" di un essere umano è materia di dibattito politico. Come dire, tutta la città ne parla: di come essere, di come fare per essere nel corpo, di come doverlo dare alla vista e al tatto. Renderlo potenzialmente chiavabile.
Eppure se si vuole dar credito alle fonti, dobbiamo andare all'olandese antico di mannekijn, che è un diminutivo. Il piccolo uomo, l'ometto, riproduce quello *grande* nelle sue "giuste proporzioni".
Tale proporzione è giusta solo se ridimensionata, se si vuole riprodurre l'essere umano?
I manichini sono bellissimi in genere: mai deformi, senza pancia, spalle larghe, zizze enormi e sode. La perfezione della replica sta tutta nella giusta proporzione del desiderio. Quell'ometto, o quella donnetta, che sogniamo di chiavare e incontriamo per strada cento volte, mille volte, tititit che cammina e vive la vita dei sogni, i nostri, sotto la vetrina dei cieli.
Ma poi non parlano, e se parlano parlano ad altri, o contemplano, o aspettano seduti, a gambe incrociate, non romperanno mai il cazzo con le loro storie. Conoscono la vita nella giusta proporzione del freddo e dello spietato.
Poi se vedi le fabbriche dove li fanno, c'è polvere e miseria, plastica e ferro, coloranti, e i corpi nodosi e distorti degli operai, grigi in viso, disgustosamente sudamericani, corti e giallastri, i veri genitori del bello. Guadano lo spietato del mondo attraverso le loro creazioni seriali, giustamente proporzionate nei calchi, di uova e seme o gesso e mastice, nude alla nascita come vocazione all'indossare.
Oggetti che riproducono la giusta proporzione dei desideri, desideri nella giusta proporzione degli oggetti.

Aggiungi un commento

Argomento

Testo

Il tuo nome

Your email address

Il tuo sito (se ne hai uno)