sour-ey'd disdain, and discord, shall bestrew - the union of your bed

Stanotte, protetto dalle persiane con tutta la tempesta fuori, ho visto un documentario su Fanfani. Sarà per questo che m'è venuto in sonno Mattei, in cravatta e giacca. Indicava, il sorridente Enrico, l'increspatura sull'acqua notturna, in silenzio argenteo, decisa a tagliare in due la bottiglia di plastica. A voler sciogliere certi

peperoni

che

non

hanno

alcuna

intenzione

di

scendersene

giù. Tutto il mio tratto digerente, dallo stomaco ai cavilli intestinali, è seriamente provato. Mi reggo nell'assoluto disordine alimentare. Così sembrano suggerire, almeno, le striature brunastre nella mutanda, al mattino.

Mattei da' numeri che non posso giuocarmi, essendo la mia memoria onirica assai labile, soprattutto quando fa fronte, timidamente, alla cabbala dei complotti. Come arcani c'erano pure il Presidente, lo Scrittore, il Politico, il Mafioso, il Brigatista, il Fascista, il Giornalista e, ovviamente, le Puttane. Tutti su una barchetta di carta, sull'acqua. Quando si spugna, la carta, a guardarla bene sotto l'acqua, le bolle, è come uno scontrino fiscale, ma le cifre sembrano troppo larghe, spigolose, grassettate. Riconosco un Beth, un Ayin, un Cheth. La recinzione.

Eppure non sono io ad avere la febbre, mi giro, c'è la mia piccola stufetta, trentotto e due. Ha gli occhi aperti e ci sorride, scoperta.

 (Continua)

essenzialmente non forse

[ti ho]
]mi hai[
 cercato in effetti di spiegare la meccanica dell'elezione da bar kochba a shabbatai zevi e ancora prima, dalla riforma o presunta tale di akhenaton. quante scellerate palle.
essere l'esclusiva risposta alle vicissitudini interiori di una divinità non rende la vita semplicissima ai più, a parte l'ebbrezza d'una lotta continua, il dissidio nella millenaristica pippa edipica sui cazzi tagliati d'un lembo.
Ma la storia funziona così male, così frivola come l'adolescente bambina e la sua fretta d'imparare, di vedere e toccare. Egli le diede il nome di Z** dal nome della città in cui era stato fatto prigioniero il suo cuore, il suo culo. Poi lei concepì Bilhah, mia madre. La chiamò Bilhah poichè quando nacque si affrettò a poppare. Allora lei disse "Ecco, mia figlia ha fretta". E così via.

troppa importanza

cuorpoAvevo intitolato il post precedente "intrappolati in culo a cristo". Poi non so perchè sono tornato indietro, riaperto l'edit e cancellato. In seguito ho giustificato in maniera rocambolesca questa mia autocensura: troppa importanza all'importanza.
Resta il fatto che mi sono censurato. Prima, prima non l'avrei mai fatto. Che ne è del sano buona la prima?
La misura dell'efficacia è il frutto di una formula a me sconosciuta. Di certo, uno scopo raggiunto con successo esiste laddove non rimane traccia della strada percorsa e dei mezzi utilizzati per farlo. E se la storia del raggiungimento svanisse dalla memoria degli stessi promotori dell'azione, ecco, il successo sarebbe prossimo alla perfezione.

 

 (Continua)

nsk država sarajevo - anche quando l'imperatore è malato (o perplesso)

Harambasa - Vrtna ulica 8, LjubljanaTornare a Ljubljana dopo un anno esatto non mi sembrava un'ottima idea. Ma al lavoro non si comanda quando la differenza tra il te di dodici mesi prima e quello versione estate 2007 c'è una bellissima bimbetta chiatta che condivide il tuo genoma.

Almeno mi levo lo sfizio dei ćevapčići bosniaci che non m'ero magnato l'anno prima, in un locale consigliatomi da un autoctono e che trovai miseramente chiuso all'epoca per via dei mondiali di pallone.

[continua?]

definizione di classico

"In verità non mi fido di nessuno più".
Dietro il guardrail scorrono le puttane, sigarette stivali bianchi e negre, sigarette tacchi rossi e bianche, slave, bionde, dentro la nebbia, la nebbia delle sette che arriva fino a Licola, al mare, sotto i gabbiani alle otto e oltre ancora, anche a Maggio. Iniziano il turno prima di tutti, si dispongono a rete, i camiunari sono in trappola. Di solito sole, a gruppi di tre come appena scaricate, prima di disporsi come tacche, contachilometri truccati, milestones d'ebano e avorio scardato.

Agli americani le pietre miliari stanno come a noi i classici. Fosse stato statunitense Carmelo Bene si sarebbe eretto milestone editoriale. Fosse stato statunitense, Carmelo Bene non sarebbe esistito, neanche la bompiani probabilmente. Definizione di classico: si può procedere solo ad esempi. Mladić cha assedia Sarajevo. Dan Aykroyd vestito da babbo natale che tenta di spararsi. New Dawn Fades a riempire le notti in macchina.

La dignità delle puttane, da queste parti. Che vita di merda, io me ne scapperei. Al mare, sotto la sabbia piuttosto che la pioggia. O sotto il sole, al caldo che spacca, a farti sembrare punti di fusione le ammaccature del guardrail, come fosse gomma. Che poi mi sembra di capire non esista un equivalente italiano per "guard rail". Centinaia, migliaia di chilometri di ferro e solo un modo per dirlo, un modo di fuori. Io me ne scapperei e non me ne scappo, come loro proprio. C'è sempre tanto da perdere, anche se ti porti tutto appresso.

E poi andare dove, vien da ridere solo a pensarci. La gente di Nahr al-Bared che scappa, le macchine stracolme e i bambini, ma dove cazzo andate. Di questa trappola che è enorme, e non puoi fidarti di nessuno. Chi spara contro chi, chi cazzo è Fatah al-Islam e per conto di chi. Le immagini ieri mattina, i dispacci da Gaza, le montagne di spazzatura sotto casa, da giorni e giorni e di giorno in giorno, assedio permanente dentro e fuori. Non c'è un fuori.
Sofia a papà, resisti.

no more zappatori

merola mario"la democrazia fa votare cani e porci". Odio questo film di Sorrentino. A parte quella frase. Manca, manca la merolata rassicurante, le lacrime napulitane, le mammà languide. In effetti il grottesco montato intorno a Rizzo è lo stesso dei Meroli che furono, ma questi ultimi non si sentivano tali. Grottescamente puri, cantavano a matrimoni e funerali. A pensarci bene forse siamo di fronte al vuoto: la fica assoluta. Questo film è un limite dal quale so di essermi ritirato. Da staccare e conservare, una collezione di vividi, il pianeta dei moderni. Pattume formale servito freddo. Ma non ditelo in giro -  ci si potrebbe offendere.

 

 

 (Continua)

io, qualcosa, so. e me lo provo

http://tsiapocalypse.free.fr/galerie2006/108leviatano_mare.jpgche non è pubblicare per la mondadori l'errore, anzi, che se a parità d'urgenza ed emergenza ne avessi avuto le capacità, la competenza, l'opportunità, la volontà e la voglia - in primo luogo - sarei stato il primo ad auspicarmela, quella distribuzione. Non rinnego quanto detto altrove, un anno fa e qualcosa in più, una vita, riferendomi al notevole lavoro di Saviano:
- Quel potenziale di cui la tua scrittura si fa carico è sempre ancorato alle asimmetrie della distribuzione, molto prima di ogni eventuale ricezione [nazioneindiana].
E infatti ritengo lodevole l'esito distributivo del suo primo, importante e necessario lavoro. Il fatto che io consideri Saviano ideologicamente nemico - in quanto firmatario di  Sinistra per Israele, stesso motivo per il quale reputo nemico Furio Colombo, che resta comunque uno dei più grandi giornalisti italiani - non mi toglie la possibilità di apprezzarlo e stimarlo più di tutti gli altri miei connazionali (e coetanei) pubblici e privati. Sarebbe ipocrita dirmi che mi è simpatico, in realtà non lo conosco, ancor di più consolarmi nascondendomi un'insana e preoccupante invidia, amplificata da una paranoia tutta privata e tutta mia.
- Non me ne volere, Roberto, ma non credo che la scittura estemporanea, rannicchiata e relegata in piccole alcove protette, possa da sola tentare di scardinare la protezione della paura. [ibid.]
Così chiosavo, e ne sono ancora convinto: il salto di qualità distributiva ha fatto il botto, infatti, e sotto gli occhi di tutti. Uscire dall'alcova cavalcando la tigre editoriale ha fatto riemergere Napoli dall'abisso delle abitudini di chi da sempre ci vive, cacciando fuori dallo specchio la paura per quello che è - un sentimento bestiale invivibile per lunghi periodi. Soprattutto quando sopravvivenza, colpa delle parole, significa qualcosa in più di mangiare cacare dormire e fottere. Il pariamiento stanca.

Ma, come Saviano sapeva bene, quella tigre fa presto a levarsi la maschera, mostrandosi Leviatano indomabile: il mostro ha messo Napoli di nuovo al centro del nostro giudizio, quello estemporaneo di "stranieri", tarando verso il basso le aspettative dell'autore, presumo, allontandolo dalla sua creatura, esponendolo a rischi ancor più reali in quanto sfruttati dal mostro per espanderne il potenziale di vendibilità. Com'è che si fa a questo punto. Io non saprei muovermi: una curiosità mi rode nel tentativo di prevedere l'esito di questa storia. Napoli non si salverà, è certo, se salvarsi vuol dire qualcosa, un verso dove - da soli. Solo una rottura più vasta, non certo entro i confini di una provincia, potrebbe operare il cambiamento: smascherare il cuore del leviatano, smascherarlo alla massa, rendere la massa nuda a se stessa. Io che sto dentro il leviatano, che lavoro affinchè viva grazie alla comodità della sopravvivenza che mi concede, so che uno come Saviano potrebbe farlo, strappare i costumi di scena e la scena stessa strappandoseli da dosso per primo, ne ha quasi raggiunto nella visibilità speciale l'autorità sociale. Ma mi sto allontanando da ciò per cui ho iniziato.
Ho iniziato per la mondadori, che da sola non è il problema, anzi. Se presa come inizio e non come finale, ben venga. E credo sarà questo il caso di Giovanni Lindo Ferretti: io so che sta per uscire un suo libro, di memorie forse, per la mondadori. So che questo può meravigliare solo pochi sprovveduti che non sono a conoscenza delle recenti uscite pubbliche del nostro. So che chi non si meraviglia è già in cattiva fede. So anche che se io non mi meraviglio non è perchè sia in cattiva fede, ma per i motivi sopraelencati. Perchè Ferretti, come Saviano, non è uno sprovveduto. In parte, poi, è uno dei miei più cari maestri. E dalla sua ha l'età. Dico questo perchè,
perchè ho letto da poco una sua lettera uscita su "Il Foglio" del nemico Ferrara, l'unico italiano ad aver compreso e adottato Leo Strauss e la sua realpolitik dissipativa, uscita il 12/8/2006. In questa lettera, in risposta ad un suo apocrifo (o spacciato per tale, la cosa non mi riguarda), ho intravisto la raggiunta consapevolezza di quali siano le forme virali capaci di intaccare il leviatano: "Dal rifiuto del dolore ci si puo' solo aspettare la glorificazione del sadismo e del masochismo come forma contemporanea dell'eros". Si presta bene, ma non è una lettera esoterica. Anzi. Diciamo che mi ha dato l'impressione di un setaccio. Ma conviene riportarla integralmente, per capire:

 (Continua)