troppa importanza
brrrr tutto il tempo dove come sono stato io a
è una cosa stranissima invecchiare, mi accorgo impreparato a vedermi fuori dai finestrini e respirare e poi tutti per strada, conosco tutti fanno parte di
ma non, vi giuro incredibile, non riesco a presentarmi con "ciao! ciao ti ricordi di me?" perchè da tutti ormai mi separa una vita che
io ho cambiato il corpo e la testa con qualcosa di alieno e refrattario dal quale non ho più sorprese che non siano cicli meccanici come se avessi speso l'ultima resistenza davanti a te e tutti i tuoi mascheramenti, sfinimento ogni elastico slacciato tiene insieme solo
l'avventura è un sistema di lavoro, il mio ora questo solo un sistema senza fine di (Continua)
la mia piccola sapienza
scene topiche
- Questa motocicletta di chi è?
- È un chopper, piccola.
- Sì, questo chopper di chi è?
- Di Zed.
- Chi è Zed?
- Zed è morto piccola. Zed è morto.
[Fabienne (M.De Medeiros/C.Razzi) & Butch (B. Willis/M.Cordova) nelle ultime battute di "L'orologio d'oro" - 1994]
Nella vita come nei film ci sono delle sequenze che restano in memoria per sempre. A conti fatti la loro incisività sta nell'unicità dei dettagli, il modo in cui sono messi insieme o più precisamente il modo in cui la decontestualizzazione - la sorpresa - nel flusso prevedibile degli eventi li metta improvvisamente in risalto rispetto allo sfondo. Interi film si basano su di una sola sequenza. Intere vite anche. Altri - la maggior parte - ne sono assolutamente privi. Oppure sovraccarichi, il punto in cui si pone Pulp Fiction come primo e ultimo limite mainstream.
(Continua)necroresistenza e pornopropaganda
"Coloro che dicono che il mondo andrà
sempre così come è andato finora...
contribuiscono a far sì che l'oggetto
della loro predizione si avveri"
Immanuel Kant
Scritti politici e di filosofia della storia e del diritto
Così si apre la finanziaria 2007, questa sconosciuta, a pg. 9. La più sibillina delle citazioni, porci tutti di fronte al giudizio del passato e del futuro. Anche se il "meglio" del mutamento è quasi implicito, l'assenza di un eventuale "peggio" non è affatto garantita. Il che è un ottimo modo per introdurre un DPEF presentato con il (solito, appunto) piglio soteriologico. Però sfogliando il nostro documento ci si imbatte in cose curiose, e peraltro vere, che denunciano un'ideologia di fondo decisamente opposta al mutamento: a pg.109 si accenna all'"intervento dello Stato nella cultura" e relativo finanziamento da collocarsi "a livelli congrui con la capacità di produzione di spettacolo che ci si attende dal nostro paese". Avete letto bene: "ci si attende". Ovvero, è implicitamente ovvio che da questo paese esca spettacolo, è atteso da un "ci" talmente vasto che travalica giocoforza i confini nazionali. Un paese che è tenuto a produrre, fare spettacolo, ne va della sua propria identità.
(Continua)la storia è una droga leggera
Stamattina rainews24 diceva che il portavoce della casabianca Tony Snow abbia bruscamente risposto "Tu fumi marijuana!" a un giornalista che gli chiedeva se ci fossero legami tra la campagna elettorale USA e il verdetto iracheno. Quelle cose alla Simpsons, per intenderci. La versione cartacea di quest'episodio è ovviamente più morbida, Snow avrebbe detto "È assurdo: chi lo pensa ha fumato marijuana. Sono i magistrati iracheni che hanno gestito il procedimento" [da La Stampa], ma la sostanza non cambia: la folle ipotesi è dettata senza dubbio da agenti esterni psicotropi e obnubilanti. La malafede è impensabile, oltre che politically-scorrect: d'altronde perchè il mondo sarebbe pieno di costoro che non trovano il due in una coppia, che stravolgono i rapporti causali, che si nascondono l'evidenza del dato di fatto e l'immanenza della Giustizia Universale? Immagino in quell'inferno dove sono caduti Schmitt e Tocqueville guardarsi negli occhi mentre giocano a briscola, raccontandosi i futuri che verranno e del perchè in molti raccolgano le loro opere sullo stesso scaffale dei Burroughs o dei Genet.



